venerdì 1 aprile 2011

Antitaccheggio ... faidate


La tecnologia oggi aiuta -  e molto -  anche nella prevenzione dei furti nei negozi.

I sistemi di antitaccheggio sono ormai molto evoluti e sofisticati e sono di fatto degli avversari assai temibili per i ladri che si preparano a saccheggiare i negozi contando sulla loro grande abilità ma anche sulla  distrazione degli addetti alle vendite.

Insieme all'utilizzo di questi sistemi, ecco un po di regole utilissime per limitare il furto all'interno dei negozi:

  • salutare sempre  tutti i clienti quando entrano nel negozio
  • chiedere ai clienti se hanno bisogno di aiuto
  • tenere banchi e tavoli ordinati
  • rimettere a posto velocemente la merce invenduta 
  • tenere la merce già scelta al banco di vendita ai clienti che intendono vedere altri capi
  • limitare il numero di capi che un cliente può prendere in camerino
  • parlare spesso ai  clienti in camerino  chiedendo se hanno bisogno di qualcosa
  • se si vende coppie di qualcosa (come ad esempio  le scarpe) esporne solo una
  • alternare la direzione di ganci di blocco degli stand vicini alle entrate  in modo che se  qualche capo viene afferrato faccia resistenza 
  • inserire dei segnali di  avvertimento delle conseguenze di taccheggio
  • esporre  solo i prodotti meno costosi accanto alla porta. Quelli più costosi lontano dalla porta
  • organizzare la merce in modo che possa essere facilmente vista  da più di un addetto alle vendite
  • non riporre la  merce in pile troppo alte che potrebbero bloccare la visione dei  venditori
  • tenere le porte  del  camerino di prova chiuse in maniera che il cliente che voglia utilizzarlo è costretto a rivolgersi ad un commesso 
  • offrire ricompense  al personale che individua i taccheggiatori
  • installare molti specchi nel negozio e sul soffitto specchi convessi
  • curare l’illuminazione in modo che non ci siano angoli bui nel negozio

lunedì 21 marzo 2011

Nuove tecnologie a supporto dei processi di business


Lo Smau Business che si svolgerà alla Fiera di Roma il 30 e 31 marzo presenterà ad imprenditori,manager e pubbliche amministrazioni del Lazio gli ultimi trend tecnologici per il business.

All'interno del vasto calendario di appuntamenti, il  Workshop Formativo "Il valore tangibile delle applicazioni Mobile & Wireless -WiFi, Reti Cellulari, Reti Satellitari, RFId - a supporto dei processi di business" rivolto a CIO ma anche Top Management, e Management di Line si svolgerà nell'Arena Confcommercio mercoledì 30 marzo alle ore 13.00

mercoledì 9 marzo 2011

Agropoli tagga le aree verdi

Agropoli è il primo comune in Italia, ad adottare un sistema informatico per la manutenzione delle aree verdi.
Ne ha dato notizia il Comune di Agropoli in una conferenza stampa che ha delineato il profilo dell'intervento.
Il sistema, realizzato dall'azienda salernitana Area Gestionali Srl,  si compone di  apparecchi Rfid (Radio Frequency Identification) per la raccolta dati e di un portale web in grado di organizzare dati raccolti con tecnologie evolute.
Gli operatori ambientali saranno dotati di un lettore di radiofrequenza, che rileva,  in tempo reale, l'effettiva situazione dell’intervento manutentivo effettuato:  tutte  le informazioni specifiche per  monitorare in maniera approfondita  la situazione del verde pubblico.
Le notifiche emerse dallo screening elettronico vengono poi acquisite dal portale nella sezione ‘Taggarden’ e possono essere rese pubbliche attraverso il sito del Comune di Agropoli.
I  cittadini potranno visitare dal proprio pc i luoghi oggetto delle manutenzioni, visualizzare le mappe geosatellitari di Google dove troveranno le indicazioni sullo  stato della manutenzione di quel luogo e lasciare una propria valutazione sul lavoro effettuato.

lunedì 28 febbraio 2011

La fantasia del ...”taccheggiatore”


Sono tantissime e fantasiose le tecniche utilizzate dai ladri per rubare all’interno di negozi e centri commerciali.
Una grande borsa aperta è uno strumento tipico del taccheggiatore comune.  Si trova ai piedi del ladro, e gli oggetti, casualmente, vi  cadono dentro.  
Le donne a volte utilizzare le borsette per nascondere gli oggetti rubati. E su quelle c'è poco da fare: non si può impedire ad una donna di entrare in un negozio con la propria borsa. La migliore prevenzione  in questi  casi è quella  di guardare  i clienti con molta attenzione.
Anche la  carrozzina o il  passeggino sono  ottimi strumenti  per i taccheggiatori: ci sono sempre coperte, giocattoli,  e altre cose - compreso il bambino –  nei passeggini che possono occultare facilmente merce rubata. Alcuni ladri hanno addirittura costruito doppio fondo in carrozzine nelle quali nascondere merce anche di dimensione più grande.
Un giornale  può essere utilizzato per nascondere  oggetti di piccole dimensioni.  Ma anche gli  ombrelli con  manici :   una tattica comune è quella di tenere un ombrello chiuso  appeso sul proprio gomito e poi farvi cadere gli oggetti  rubati.
"Crotch-walking" è invece una tecnica utilizzata dalle donne :  prevede l’uso di gonne o abiti ampi.  Basta nascondere la merce al di sotto: alcuni  ladri con questo sistema hanno rubato prosciutti, macchine da scrivere,  adirittura aspirapolvere  e altri oggetti di grandi dimensioni.
I  vestiti in generale sono duqnue ottimi posti per nascondere gli oggetti rubati:  alcuni vi cuciono dentro tasche e ganci per meglio occultare la merce.
Attenzione al cliente che entra con un grande mantello e che mantiene la mano in una tasca della giacca: alcuni taccheggiatori vi  hanno tagliato fessure nel rivestimento della tasca, in modo che possano raggiungere
gli oggetti senza essere visti.  Possono distrarre l’attenzione degli addetti alla sicurezza guardando ad esempio  un oggetto mentre  con l'altra mano afferrano qualcosa non visti.
Alcuni taccheggiatori osano anche di più:  basandosi  sulla credulità e la lentezza delle risposte di addetti alle vendite prendono la merce che gli interessa ed escono tranquillamente con essa.

lunedì 24 gennaio 2011

Approvata la legge sulla etichettature e la qualità dei prodotti alimentari


E’ stata approvata la legge 2260-bis-B in in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari .
L'approvazione delle legge sull'etichettatura trasparente è  un passo importante. In Italia l'obbligo di indicare la provenienza era  in vigore solo per alcune categorie di alimenti, come carne bovina, pollo, ortaggi e frutta fresca,  uova, miele, latte fresco, passata di pomodoro e l'olio extravergine di oliva, lasciando carta bianca su pasta, succhi di frutta, latte a lungo conservazione, formaggi, carne di maiale e salumi. 
Etichettatura e tracciabilità sono il futuro di tutta la produzione agroalimentare. Nell’articolo 6 si legge: “ Al fine di assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti alimentari commercializzati, trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati, nonché al fine di rafforzare la prevenzione e la repressione delle frodi alimentari, è obbligatorio, nei limiti e secondo le procedure di cui al presente articolo, riportare nell'etichettatura di tali prodotti, oltre alle indicazioni di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive modificazioni, l'indicazione del luogo di origine o di provenienza e, in conformità alla normativa dell'Unione europea, dell'eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati in qualunque fase della catena alimentare, dal luogo di produzione iniziale fino al consumo finale
Questo lascia presagire una futura collaborazione delle diverse filiere alimentari con l'utilizzo anche di standard tecnologici come tag Rfid e barcode per garantire un'etichettatura conforme alle nuove specifiche.

mercoledì 12 gennaio 2011

I bimbi “taggati”


Dopo pacchi natalizi, cibo, cd, abbigliamento, profumi e balocchi, oggi anche i bimbi vengono taggati con i chip RFID.
La notizia diffusa negli scorsi mesi evidenzia che alcune scuole californiane godono di una sovvenzione federale per tenere traccia bambini in età prescolare utilizzando chip RFID (Radio Frequency Identification).
La tecnologia RFID è molto usata nei sistemi di antitaccheggio e per tenere la tracciabilità di merci. Ma i chip possono essere usati anche per rilevare gli spostamenti degli esseri umani.
Il chip è collocato su una maglietta che viene fatta indossare ai bimbi quando sono a scuola. Le porte di uscita dell’istituto sono dotate  di sistemi in grado di rilevare il passaggio dei  “taggati” .
Naturalmente questo sistema aiuta la scuola a tenere un “inventario”  preciso dei bambini.
Sono molte le polemiche che ha suscitato questa scelta. Soprattutto da parte dei genitori che si domandano perché sia necessario un controllo su bambini così piccoli.
Secondo alcuni funzionari la scelta di questo sistema di controllo è determinata dalla necessità di ridurre il costo dei docenti e di migliorare il lavoro di quelli nella scuola.
La domanda che ci si pone è se i chip siano un falso senso di sicurezza (le magliette dei bimbi potrebbero essere tolte) per genitori  e insegnanti o se  invece aiutino effettivamente a garantire una maggiore sicurezza per i piccoli alunni.

venerdì 7 gennaio 2011

Identikit del taccheggiatore


"Giulia  e Francesca si sono sempre divertite molto al centro commerciale.  Ma un sabato,  dopo il solito giro ,  Giulia tirò fuori dalla borsa una t-shirt nuova.  Francesca non  ricordava di averla vista acquistare qualcosa.  “Non l’ho comprato – le disse Giulia – l’ho rubato”.   Francesca rimase sconvolta e sconcertata.  Mai e poi mai le sarebbe passato per la mente che la sua amica avrebbe potuto rubare."

Ecco uno dei tanti episodi che si verificano spesso nei centri commerciali dove sembra che a "rubare" - spesso - siano proprio i giovanissimi.
E se i maschi sono interessati di più all’elettronica, le donne si concentrano invece sulla cosmesi.  Ma non sono solo i giovanissimi a creare problemi. Spesso rubano persone insospettabili, che non resistono davanti all’idea di possedere un rossetto o una crema che magari non possono permettersi con il notevole imbarazzo degli operatori dei negozi che devono poi invitare il cliente a restituire la merce rubata.
A contraddire il titolo di questo post, bisogna ammettere che di fatto non esiste un “taccheggiatore tipo”.
Le  persone che rubano nei negozi possono essere di ogni età, razza, sesso e provenienza sociale ed economica.
I taccheggiatori rientrano  generalmente in due categorie: i taccheggiatori professionisti -  persone che di solito rubano oggetti costosi, come l'abbigliamento e gioielli, che possono essere rivenduti facilmente - e i taccheggiatori amatoriali o casuali .  Quest'ultima categoria in genere  non va in un negozio con l'intenzione di rubare. E’ all’interno del negozio che si scatena l’istinto e che iniziano le manovre più fantasiose per eludere i sistemi antitaccheggio o l'occhio della vigilanza.
Il fenomeno è sempre esistito, ma negli ultimi anni c’è stato un sensibile aumento  in parte dovuto alla crisi.
Infatti ad ingrossare  le fila  dei taccheggiatori appaiono anche gli  anziani e in generale persone che non hanno da mangiare. È bene tenere presente un altro dato:   il 70% dei furti è commesso dagli stessi dipendenti. 

Ma quale è la classifica dei prodotti più rubati?
Profumi, cosmetici, materiali elettronici di piccole dimensioni  .. insomma tutto quello che può essere facilmente occultato nel cappotto o nelle borse. 
Quasi sempre il taccheggiatore preleva la merce dai banchi occultandola addosso, nei vestiti o nelle borse. Tra i metodi di furto più usati  si annoverano tasche, ombrelli, borse, simulata maternità, merce appesa ai ganci dei carrelli, rottura di bande magnetiche, inserimento di articoli in altre confezioni – una sorta di fantasioso paghi 1 prendi 3 –,  utilizzo di uno stesso scontrino per più acquisti.
In sintesi: tanti e diversi  espedienti che dipendono dalle circostanze, dai complici a disposizione e soprattutto dalla fantasia del taccheggiatore.