
Dopo pacchi natalizi, cibo, cd, abbigliamento, profumi e balocchi, oggi anche i bimbi vengono taggati con i chip RFID.
La notizia diffusa negli scorsi mesi evidenzia che alcune scuole californiane godono di una sovvenzione federale per tenere traccia bambini in età prescolare utilizzando chip RFID (Radio Frequency Identification).
La tecnologia RFID è molto usata nei sistemi di antitaccheggio e per tenere la tracciabilità di merci. Ma i chip possono essere usati anche per rilevare gli spostamenti degli esseri umani.
Il chip è collocato su una maglietta che viene fatta indossare ai bimbi quando sono a scuola. Le porte di uscita dell’istituto sono dotate di sistemi in grado di rilevare il passaggio dei “taggati” .
Naturalmente questo sistema aiuta la scuola a tenere un “inventario” preciso dei bambini.
Sono molte le polemiche che ha suscitato questa scelta. Soprattutto da parte dei genitori che si domandano perché sia necessario un controllo su bambini così piccoli.
Secondo alcuni funzionari la scelta di questo sistema di controllo è determinata dalla necessità di ridurre il costo dei docenti e di migliorare il lavoro di quelli nella scuola.
La domanda che ci si pone è se i chip siano un falso senso di sicurezza (le magliette dei bimbi potrebbero essere tolte) per genitori e insegnanti o se invece aiutino effettivamente a garantire una maggiore sicurezza per i piccoli alunni.
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